Parcheggiamo All’Acqua e in 60 minuti  raggiungiamo la Capanna Piansecco 1984mt. dove appare splendente oltre 1000mt. sopra di noi il Chüebodenhorn la meta di oggi.Prendiamo il sentiero a sx per il Lago delle Pigne che traversa a sx scendendo poi leggermente  verso un ponticello in legno. Appena prima del ponticello su un grande masso troviamo le indicazioni un po’ sbiadite per il Gerenpass.

Da qui puntiamo in direzione nord salendo una labile traccia su terreno un po’ acquitrinoso e tra una marea di rosse pianticelle di mirtillo portandoci verso il vallone che sale verso il Gernepass. Proseguiamo lungo la salita che affronta i pendii di pascolo e rocce potandoci gradualmente verso le pendici del Poncione di Cassina Baggio. Ci portiamo sempre più sotto i contrafforti rocciosi del Poncione di Cassina Baggio e arriviamo al rudere del Bivacco di Cassina Baggio 2350mt. Da qui  prendiamo la traccia di sentiero che passa tra massi enormi seguendo gli ometti e che sale al Gerenpass. Attraversata in piano la traccia tra i massi enormi la salita si impenna notevolmente salendo l’erto pendio di circa 300mt. che porta al Gerenpass (2670 mt). Affrontato il ripido pendio arriviamo più sopra dove la pendenza gradualmente diminuisce ed entriamo in un caotico ammasso di ganda crollato dalle pareti del Poncione di Cassina Baggio a sx e del Chüebodenhorn a dx. Qui la traccia sparisce ma ormai il percorso al passo è evidente, sii possono comunque seguire i vari ometti di pietra disseminati sul percorso.Scavalcate anche le ultime pietre arriviamo al Gerenpass dove il Lago del Chüebodengletscher appare per incanto in tutta la sua bellezza. Davvero super il panorama sul Lago del Chüebodengletscher, la bianca lingua di ghiaccio che si tuffa nell’ azzurro lago. Sullo sfondo il Poncione di Maniò impreziosisce il tutto.

Qui il gruppo dei tranquilli si fermerà per la sosta pranzo , mentre il gruppo dei più esperti, dopo una breve sosta, ricomincerà a salire gli ultimi 400 mt. che separano dalla vetta. Anche qui la salita si svolge su una pietraia infinita di massi accatastati seguendo i radi ometti di pietra. Scavalcati gli ultimi massi s arriva alla vetta 3070 mt.  dopo 3 h 45 minuti  

 

"Il fotografo è un uomo alla ricerca della verità.

L'amore nei confronti dell'uomo è la cosa più importante, solo se c'è amore la fotografia può progredire, per qualsiasi cosa, anche la fotografia, è per gli esseri umani. Non possono esistere esseri umani senza amore e non può esistere fotografia senza gli esseri umani."

 

                                ARA GULER

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